IL MODELLO NEMO AL CENTRO DEL CONFRONTO TRA ITALIA E SPAGNA

Una delegazione dell’Hospital La Fe di Valencia in visita al Centro Clinico NeMO di Milano per approfondire il modello di presa in carico multidisciplinare delle patologie neuromuscolari.

Una delegazione dell’Hospital La Fe di Valencia in visita al Centro Clinico NeMO di Milano per approfondire il modello di presa in carico multidisciplinare delle patologie neuromuscolari.

Milano, 29 aprile 2026 – Il Centro Clinico NeMO di Milano, presso l’Ospedale Niguarda, ha accolto oggi una delegazione di clinici e coordinatori dell’Hospital Universitari i Politècnic La Fe, tra i principali poli europei per la neurologia e le malattie rare. L’incontro ha dato forma a una giornata di formazione dedicata all’approfondimento del modello NeMO, sviluppato per rendere la cura un patrimonio condiviso e accessibile, capace di rispondere ai bisogni di ogni persona senza barriere.

Il programma ha offerto ai colleghi spagnoli una prospettiva completa sulla rete dei Centri Clinici NeMO, raccontata da chi l’ha ideata e oggi la gestisce a livello nazionale. I Centri rappresentano un riferimento per diagnosi, trattamento e ricerca sulle malattie neuromuscolari e neurodegenerative, tra cui SLA, distrofie muscolari e atrofia muscolare spinale (SMA). Proprio sulla SMA si è concentrato un focus specifico, con un’analisi dei percorsi di presa in carico lungo tutto il ciclo di vita, dall’età pediatrica all’età adulta, in un’ottica di continuità assistenziale.

L’esperienza si è sviluppata lungo un percorso che interpreta l’accessibilità alla cura non come un requisito tecnico, ma come un principio che orienta le scelte cliniche e la qualità delle relazioni. “L’accesso universale alle migliori cure è un gesto di responsabilità e un impegno concreto per costruire spazi in cui tutti possano sentirsi parte di una comunità di cura”, sottolinea il Presidente Marco Rasconi.

Durante la giornata, la delegazione ha osservato come questo approccio si traduca nel piano clinico mantenendo al centro bisogni, dignità e qualità della vita. “Accogliere delegazioni internazionali come quella dell’Hospital La Fe significa valorizzare un modello di collaborazione che integra competenze e rafforza il ruolo dell’ospedale come luogo di cura, ricerca e formazione”, ha dichiarato Alberto Zoli, direttore Generale dell’Ospedale Niguarda.

Oltre agli aspetti clinici, il confronto ha riguardato i modelli organizzativi e amministrativi che rendono sostenibile il sistema: pianificazione degli spazi, gestione delle agende cliniche e relazioni istituzionali con i grandi ospedali pubblici, come il Niguarda. Questo approccio integrato permette alla rete NeMO – che oggi conta 8 sedi nazionali e assiste circa 9.000 persone ogni anno – di garantire che circa l’87% dei pazienti entri in un percorso di presa in carico continuativo dopo il primo accesso.

La direzione clinico-scientifica della prof.ssa Valeria Sansone, insieme alla Direzione Generale guidata da Paolo Lamperti, ha accompagnato i colleghi di Valencia in una riflessione che ha unito dati, organizzazione e prospettive future alla vocazione originaria del Centro, nato dalla spinta delle associazioni dei pazienti. “Solo attraverso una presa in carico interdisciplinare e uno sguardo orientato alla ricerca si possono dare risposte concrete a patologie così complesse”, ha sottolineato Valeria Sansone.

Un approccio che si traduce nel lavoro quotidiano di un’équipe multidisciplinare che, nella sola sede di Milano, conta 89 professionisti specializzati. Come evidenzia Paolo Lamperti, “questi momenti mettono in relazione visione, dati e organizzazione, orientando lo sviluppo del modello”.

La visita, supportata dal contributo non condizionante di Roche, conferma il ruolo del Centro Clinico NeMO come presidio di riferimento internazionale e membro delle European Reference Network (ERN), ribadendo il valore dello scambio di buone pratiche e della ricerca come leve per migliorare la qualità della vita delle persone con malattie neuromuscolari.

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