Al Centro Clinico NeMO Brescia, il legame con gli animali diventa uno stimolo alla riabilitazione e un’occasione per ritrovare se stessi e gli altri, anche nei momenti più difficili della malattia. Il progetto, che ogni anno coinvolge circa 160 persone, ĆØ stato premiato agli Humanizing Health Awards 2026 di Teva Italia.
Offrire un croccantino, riempire una ciotola d’acqua, impugnare una spazzola per accarezzare il pelo di un cane. Gesti semplici, quasi automatici nella vita quotidiana, che per una persona con una malattia neuromuscolare possono richiedere uno sforzo considerevole, concentrazione e una grande determinazione.
Nella palestra del Centro Clinico NeMO Brescia, quei gesti acquistano un significato speciale. Ad attenderli c’ĆØ un cane, pronto a ricevere una carezza o un piccolo premio. Il desiderio di interagire con lui diventa una motivazione concreta per affrontare la fatica, mettersi alla prova e riscoprire le proprie possibilitĆ .
Ć questa l’esperienza di āUna Zampa per NeMOā, il progetto avviato nel 2023 presso il Centro Clinico NeMO Brescia per integrare gli interventi assistiti con il cane nel percorso riabilitativo delle persone con malattie neuromuscolari e neurodegenerative, come SLA, SMA e distrofie muscolari. Il valore del progetto nasce dall’integrazione tra competenze riabilitative e Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), attraverso attivitĆ che associano la stimolazione motoria al coinvolgimento emotivo e alla partecipazione attiva. Gli incontri si svolgono nella palestra del Centro, dove i fisioterapisti NeMO collaborano con professionisti qualificati negli IAA, coadiutori del cane e medici veterinari esperti. Le proposte vengono adattate alle condizioni cliniche e alle capacitĆ funzionali di ciascun partecipante, con l’obiettivo di stimolare la motricitĆ fine, la coordinazione, il controllo posturale e l’utilizzo delle abilitĆ residue. La presenza del cane attribuisce al movimento uno scopo concreto e affettivamente significativo. Sollevare un braccio per accarezzarlo, modulare la presa per offrirgli un croccantino o coordinare i movimenti per spazzolarlo diventano attivitĆ funzionali nelle quali l’esercizio riabilitativo prende forma attraverso la relazione.
Anche un movimento minimo può richiedere un impegno enorme. Il desiderio di entrare in contatto con l’animale incoraggia la persona a mobilitare le proprie risorse, sostenendone la motivazione e valorizzando ciò che riesce a fare, senza ridurre la sua esperienza ai limiti imposti dalla malattia. Le malattie neuromuscolari possono modificare profondamente l’autonomia, le abitudini e le relazioni sociali. Durante i ricoveri, spesso lunghi e complessi, alla fatica fisica si aggiungono la lontananza dalla quotidianitĆ familiare e il peso emotivo della malattia. In questo contesto, Una Zampa per NeMO offre qualcosa che va oltre l’attivitĆ in palestra: uno spazio nel quale tornare a vivere la spontaneitĆ di un incontro, condividere un’emozione e sentirsi parte di un gruppo.
La presenza non giudicante del cane favorisce un clima di fiducia. Le persone si osservano, si incoraggiano, si raccontano. Un gioco diventa occasione per conoscersi; una carezza suscita un ricordo; la soddisfazione per un esercizio riuscito si trasforma in una gioia condivisa.
Ā«Ogni volta mi emoziona vedere quanto impegno e quanta motivazione le persone mettano anche nel gesto più piccolo. A volte porgere un croccantino o spazzolare un cane richiede uno sforzo enorme, ma il desiderio di entrare in relazione con lui diventa uno stimolo fortissimo. I cani non giudicano, accolgono ciascuno per quello che ĆØ. Da questa connessione ne nasce un’altra, altrettanto preziosa, tra i pazienti: si aiutano, si incoraggiano, condividono emozioni e ricordi. Sono momenti nei quali la malattia smette di occupare tutto lo spazio e le persone possono ritrovare se stesse, le proprie capacitĆ e il piacere di stare con gli altriĀ», racconta Chiara Colombi, coordinatrice del progetto Una Zampa per NeMO.
Ogni anno il progetto coinvolge circa 160 persone. I questionari di valutazione raccolti nelle diverse edizioni restituiscono un significativo apprezzamento da parte dei partecipanti, che riconoscono nell’esperienza un contributo positivo al benessere emotivo, alla socializzazione e alla qualitĆ del tempo trascorso in ospedale.
Un riconoscimento al valore dell’umanizzazione delle cure
Questa esperienza ha ricevuto un importante riconoscimento da Teva Italia, che ha selezionato Una Zampa per NeMO tra i cinque progetti vincitori della settima edizione degli Humanizing Health Awards 2026, dedicati alle iniziative del Terzo settore che rendono i percorsi di cura più attenti ai bisogni delle persone.
Il premio, consegnato il 12 ottobre a Milano durante la cerimonia al Circolo Filologico Milanese, prevede un contributo di 10.000 euro a sostegno delle attivitĆ .
Ā«NeMO nasce per mettere al centro la persona, non la malattia, accompagnandola nel realizzare i propri desideri e progetti di vita. Vogliamo che i nostri Centri siano sempre più luoghi familiari, nei quali sentirsi a casa. Una Zampa per NeMO amplia questa idea di umanizzazione delle cure, portando nuove relazioni e opportunitĆ di benessere nella quotidianitĆ dell’ospedaleĀ», sottolinea Marco Rasconi, presidente dei Centri Clinici NeMO.
Il riconoscimento ĆØ anche l’occasione per ringraziare le realtĆ che hanno creduto nel progetto fin dalla sua nascita, contribuendo a renderlo un appuntamento atteso e apprezzato dalle persone ricoverate.
Avviato nel marzo 2023 grazie al primo contributo del Lions Club Valsabbia di Gavardo, Una Zampa per NeMO ha potuto proseguire con il sostegno della Pro Loco di Mompiano e di AISLA Brescia, anche attraverso l’iniziativa della Gang del Dƶc di Polaveno. Preziosa, fin dall’inizio, ĆØ stata la collaborazione del Centro Cinofilo PET&LAB di Salò, che ha contribuito alla realizzazione delle attivitĆ mettendo a disposizione le proprie competenze. Nel 2025, nuove occasioni di solidarietĆ si sono aggiunte a questa storia grazie agli eventi āPetali e Bicchieriā e lo Spiedo annuale in collaborazione con la conad di Gussago, che hanno coinvolto la comunitĆ locale a sostegno del progetto.
A tutti loro va la riconoscenza della comunitĆ NeMO, insieme al ringraziamento ai fisioterapisti e agli operatori del Centro NeMO Brescia, ai professionisti degli interventi assistiti con gli animali e a Teva Italia, il cui contributo permetterĆ di dare continuitĆ a questa esperienza.
PerchƩ umanizzare le cure significa anche questo: riconoscere, dietro ogni gesto compiuto con fatica, una persona con i propri desideri, le proprie emozioni e il bisogno di continuare a sentirsi parte della vita.