SLA. Il mondo portuale per sostenere la ricerca scientifica dei Centri NeMO

La serata di beneficenza ā€œPorti di speranzaā€: un messaggio di alleanza e responsabilitĆ  per la comunitĆ 

Roma, 9 luglio 2025 – Come il porto ĆØ da sempre luogo di approdo e protezione per chi affronta il mare, cosƬ la serata di gala ā€œPorti di Speranza. Uniport & Friendsā€ ha voluto essere un segno concreto di solidarietĆ  per chi vive ogni giorno la sfida della Sla. Promossa ieri, martedƬ 8 luglio, da Uniport – l’associazione nazionale dei terminalisti e delle imprese portuali – l’iniziativa si ĆØ svolta nella prestigiosa cornice del Circolo Ufficiali della Marina Militare ā€œCaio Duilioā€ di Roma, a sostegno dei Centri Clinici NeMO, il network nazionale punto di riferimento per la cura e la ricerca sulla SLA e le malattie neuromuscolari. Con il patrocinio di AISLA, l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, l’evento ha visto la partecipazione delle istituzioni nazionali, insieme a soci, ospiti e amici, uniti dall’intento comune di contribuire a cambiare la rotta di una patologia neurodegenerativa grave, per la quale ancora non esiste una cura risolutiva.

Alla presenza del Ministro della Salute, On. Orazio Schillaci, l’iniziativa ha unito impegno sociale e sapere scientifico, ponendo al centro il valore dell’alleanza tra istituzioni, imprese e cittadini nel far fronte alla sfida di garantire il diritto alla cura per tutti. Sullo sfondo, la metafora del mare e le sue traiettorie, a raccontare la complessitĆ  e insieme la forza della vita: ā€œQuesta iniziativa di beneficenza e di sensibilizzazione dimostra come mondi diversi possano unirsi su un tema rilevante come quello della salute e in particolare a sostegno della ricerca per una malattia rara come la Sla. Per questo ringrazio Uniport per aver voluto questa serata e i Centri Clinici Nemo e AISLA per l’impegno costante al fianco dei malati di Sla. Le malattie rare sono al centro dell’attenzione del Ministero della Salute nella consapevolezza che occorre il massimo sforzo per garantire a tutti l’accesso a nuove cure e terapie e a una qualitĆ  di vita miglioreā€.

Con la partecipazione di 120 ospiti, accolti da Maria Grazia Cucinotta, madrina della serata e da anni vicina alla comunitĆ  neuromuscolare, l’evento si inserisce nella campagna di solidarietĆ  promossa da Uniport a sostegno della ricerca scientifica sulla malattia dei Centri NeMO, come ha spiegato il presidente dell’Associazione, Pasquale Legora De Feo:

ā€œQuando il nostro associato Francesco Lorenzini, giĆ   tesoriere di Uniport , ci ha fatto conoscere la realtĆ  dei Centri NeMO e proposto di sostenere la ricerca sulla Sla attraverso una raccolta fondi condivisa, abbiamo risposto con entusiasmo e senso di responsabilitĆ . Abbiamo scelto di unire le forze coinvolgendo chi, come noi, condivide l’appartenenza a questo affascinante mondo, tanto importante per il nostro Paese quanto a volte poco conosciuto. Desidero pertanto rivolgere un sincero ringraziamento per il loro contributo alle imprese associate e ai ā€œFriendsā€ di questa iniziativa ossia le numerose associazioni del cluster marittimo e portuale presenti qui oggi e non solo. Come testimonia la sala gremita e l’apporto dei tanti che, pur non potendo esserci, hanno voluto lasciare una testimonianza tangibile del proprio contributo, la risposta da parte cluster ĆØ stata pronta e all’insegna della solidarietĆ  verso coloro che soffrono. Un ringraziamento speciale va anche al mondo delle Istituzioni che non ha voluto far mancare il proprio sostegno, con le prestigiose presenze del Ministro Orazio Schillaci e dei Sottosegretari di Stato presso il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, Tullio Ferrante e Antonio Iannone, del Presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, dei molti esponenti di Camera e Senato, sia della maggioranza che dell’opposizioneā€.

Tra i presenti anche l’Ammiraglio di Squadra Aurelio De Carolis intervenuto per un breve saluto in rappresentanza della Marina Militare e il Comandante di Vascello della Guardia Costiera Giuseppe Strano.

Ispiratore della serata ĆØ Francesco Lorenzini, il cui valore ĆØ stato riconosciuto pubblicamente con la consegna di una targa da parte di Uniport. La sua esperienza con la Sla ĆØ diventata generatrice di una rete di solidarietĆ  che oggi si traduce in speranza concreta. Dopo la diagnosi nel 2023, da paziente del Centro NeMO di Milano e socio AISLA, Francesco ha scelto di mettere al servizio della cura e della ricerca, energia, creativitĆ  e rete professionale. Nel suo unire mondi e costruire legami si racchiude tutto il senso dell’evento. Un messaggio, il suo, che ha affidato direttamente agli ospiti, attraverso un toccante saluto digitato con il puntatore oculare sul comunicatore:

ā€œLa SLA ĆØ una malattia rara che oggi non ha ancora una cura, per questo la ricerca ĆØ la nostra possibilitĆ  concreta di cambiarne la sua storia. ƈ la nostra ancora, la nostra rotta, la speranza che tutti possiamo costruire insieme, perchĆ© nessuno debba sentirsi solo di fronte alla diagnosi. Io mi ritengo fortunato perchĆ©, grazie ai Centri NeMO e ad AISLA, mi sono sentito accolto prima di tutto come persona e, quando un giorno si troverĆ  la cura, mi piace pensare che un piccolo frammento di quel risultato sia anche merito di questa serata, di chi ha scelto di esserci, di chi ha creduto e ha teso la mano alla speranza insieme a meā€.

Parole che uniscono e che esortano a continuare con impegno e responsabilitĆ , come ha sottolineato Alberto Fontana, segretario dei Centri Clinici NeMO, nel suo ringraziamento ai promotori:

ā€œQuesta serata nasce dallo spirito di alleanza. Quella che unisce indissolubilmente chi affronta il mare, come i nodi marinari, che salvano, che danno fiducia. La medesima alleanza, tra comunitĆ  dei pazienti, istituzioni e clinici che, quasi vent’anni fa ha dato vita ai Centri NeMO e che oggi ci permette di continuare nel nostro impegno, insieme a nuovi compagni di viaggio. Grazie a Francesco per averci ricordato, ancora una volta, che insieme possiamo continuare a dare risposte di cura alle famiglie che affrontano la malattia e continuare a cercare ciò che ancora non conosciamoā€.     

Al centro della raccolta fondi la ricerca scientifica su quella che per il network NeMO rappresenta una delle patologie più importanti nell’impegno di cura. Presenti in sala a testimoniarlo il prof. Mario Sabatelli, Direttore Clinico e Scientifico del Centro NeMO Roma e presidente Commissione medico-scientifica AISLA e la dott.ssa Federica Cerri, neurologo, referente area Sla del Centro NeMO di Milano, che ha introdotto lo studio clinico sostenuto dalla serata e di cui ĆØ responsabile scientifico:

ā€œUno degli obiettivi di ricerca sulla SLA ĆØ l’identificazione di nuovi biomarcatori, fondamentali per comprendere la storia naturale della malattia,  individuare potenziali target terapeutici e guidare un percorso di cura che sia il più personalizzato possibile.  In questa direzione si colloca il progetto NeuroGut, che esplora il microbiota intestinale nella Sla e il suo ruolo nella progressione della malattia.ā€

Conoscenza scientifica e impegno sociale, dunque, insieme alla capacitĆ  di accogliere la fragilitĆ , il coraggio e la determinazione di una comunitĆ  che affronta ogni giorno la Sla, con visione, speranza e concretezza. CosƬ ĆØ stata l’esortazione di Fulvia Massimelli, presidente di AISLA:

ā€œQuesta serata ĆØ stata un’occasione per ricordare che la cura ĆØ prima di tutto una responsabilitĆ  comune. Alla politica, alle imprese, alle istituzioni, ai cittadini: fatevi portavoce, fatevi promotori. PerchĆ© la SLA non aspetta. Non lascia tempo. E se ĆØ vero che un porto ĆØ un luogo sicuro dove approdare, allora facciamo in modo che ogni persona con SLA in Italia trovi il suo: che non sia il silenzio, ma la curaā€

La serata ā€œPorti di Speranzaā€ ĆØ stata prima di tutto un messaggio da custodire. ƈ l’immagine di chi sceglie di unirsi, intrecciando storie, legami e speranze. ƈ la forza silenziosa di una comunitĆ  che accoglie, sostiene e riparte, insieme, nel medesimo viaggio, verso la medesima meta.

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